confucianesimo e burocrazia

 

 

CONFUCIANESIMO E BUROCRAZIA

Premesse.

Con burocrazia si intende l’organizzazione di persone e risorse destinate alla realizzazione di un fine collettivo secondo criteri di razionalità, imparzialità, impersonalità. Il termine, definito in maniera sistematica da Max Weber, indica il “potere degli uffici” (dal francese bureau): un potere (o, più correttamente, una forma di esercizio del potere) che si struttura intorno a regole impersonali ed astratte, procedimenti, ruoli definiti una volta per tutte e immodificabili dall’individuo che ricopre temporaneamente una funzione. L’etimologia ibrida del termine, dal francese bureau (“ufficio”) connesso al greco krátos (“potere”) ne rivela l’origine tarda e la derivazione di chiara matrice francofona.” (Da Wikipedia, l’enciclopedia libera).

Il Maestro disse: “Se si guida con le leggi e si mantiene l’ordine con i castighi, il popolo si asterrà dalla colpa, ma non avrà coscienza alcuna; se si guida con la virtú e si mantiene l’ordine per mezzo della morale, il popolo, allora, avrà coscienza” (Confucio).

 

 

Volendo gestire il regno occorre prima saper gestire la propria famiglia.” (Confucio)

 

 

Confucianesimo e burocrazia

 

Durante la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) il pensiero e le opere confuciane furono particolarmente in auge, divennero dei “classici” e furono trasmessi dallo studio che dedicarono loro gli eruditi nelle scuole pubbliche. Fatto ancora più importante, i testi confuciani diventarono il riferimento obbligato degli esami che doveva sostenere chi voleva entrare nella macchina burocratico-amministrativa dello stato: gli aspiranti “Mandarini”. Così, le cariche, nell’apparato burocratico cinese, si poterono ottenere solo grazie alla conoscenza dei libri di Confucio.

Anche nel periodo storico che seguì alla caduta della dinastia Han il confucianesimo, seppur oscurato dal taoismo e dal buddismo, assicurò il monopolio della cultura e le cariche burocratiche più elevate.

Per diventare mandarini la via privilegiata era quella basata sul censo e sulle clientele familiari, alle cariche più alte accedevano per lo più figli e parenti di funzionari, che godevano del diritto di nomina. Ma accanto a questa via esisteva anche quella della “segnalazione”. L’imperatore invitava funzionari e autorità locali a segnalare alla corte uomini degni e in grado di assumere cariche amministrative. Nel 124 a.C. l’imperatore Wudi istituì l’Università Imperiale, nella quale degli esperti tenevano lezioni sui classici confuciani e sull’arte del governo. Le autorità locali venivano invitate a proporre nomi di studenti dotati che si sarebbero potuti inserire nel ristretto numero di privilegiati che sarebbero entrati nell’Università Imperiale. All’antica aristocrazia del sangue se ne affiancò, e poi ne subentrò, una del merito.

 

Intellettuali e letterati, i Mandarini erano la classe dirigente, e gestirono e amministrarono la Cina per 1300 anni anni.

Il Mandarino era il braccio amministrativo dell’Impero, come abbiamo visto usciva da un lungo e duro processo di selezione, era un servitore fedele. Dal nostro punto di vista potrebbe definirsi un “conservatore”, un “conformista”, espressione del governo anche quando scriveva di storia e poesia. Un “intellettuale organico”?

Così come i nostri politici, specialmente fino a pochi anni fa, i Mandarini, nonostante avessero il compito di far funzionare o stato dal punto di vista fiscale, giuridico, giudiziario, economico e dei lavori pubblici, non avevano alcuna conoscenza o specializzazione tecnica, essendo dei letterati. Questa soluzione ha però garantito nei fatti la stabilità dell’impero cinese.

 

 

Confucianesimo oggi

Verso la fine del XIX secolo in Cina gli studiosi si interessarono attivamente alle questioni politiche e formularono un programma di riforma basato sulla dottrina confuciana. Ma ne periodo nella confusione intellettuale che seguì la rivoluzione cinese del 1911 il confucianesimo fu considerato “decadente e reazionario”, e il modello tradizionale famigliare, su cui si era basata in gran parte la sua forza, fu messo in crisi.

Dopo la vittoria del comunismo cinese nel 1949 molte tradizioni che si basavano sul confucianesimo vennero soppresse, come ad esempio appunto il sistema famigliare, tanto che vennero addirittura organizzate, specialmente nel periodo della Rivoluzione Culturale, delle vere e proprie campagne ufficiali contro il confucianesimo. Ma a partire dagli Ottanta il Partito comunista cinese tornò a sostenere l’importanza del confucianesimo.

I paesi asiatici, con in testa la Cina, sono ancora ispirati, nel “pubblico” ma anche ampiamente nel “privato”, dai precetti confuciani, dando grande importanza ad un’amministrazione di tipo paternalistico piuttosto che alla attinenza alla regola scritta, e alla solidarietà sociale rispetto all’individualismo, che nell’ottica confuciana tende a introdurre divisioni nell’organismo sociale.

Indubbiamente il confucianesimo è oggi tornato ad essere un punto di riferimento in Cina, tanto che la stessa Repubblica Popolare ha aperto in tutto il mondo diversi “Istituti Confucio” come centri di promozione della propria cultura. Il tutto appoggiandoli a istituti culturali locali già esistenti, per esempio le Università, utilizzando, saggiamente, l’esperienza di chi la cultura cinese diffonde già per professione.

In realtà l’apparato politico-sociale della burocazia mandarina di ispirazione confuciana non si era mai dissolto del tutto in Cina. Direi anzi che è impossibile da distruggere, perché la lezione morale di Confucio, con la sua concezione etica della vita, il profondo senso del dovere, del rapporto di gratitudine, di debito dell’individuo verso la cosa pubblica, è riaffiorato oggi proprio quando la Cina pare pervasa dal materialismo più spinto.

 

Aneddoti

Un Professore australiano di inglese racconta un gustoso episodio rivelatore della natura che può assumere la burocrazia in Cina.

Quando alla fine del suo primo semestre di insegnamento dovette fare una sessione di esami, ritirò i moduli prestampati con il nome di ogni studente, dovendo solo aggiungere la classe, il tipo di esame e il voto per ognuno degli studenti di ognuna delle sue quattro classi. Ma quando si trovò a usarli per l’esame, gli fu detto dalla segreteria che erano necessarie due copie. Non c’era problema, li avrebbe fotocopiati, ma gli si disse che le fotocopie non potevano essere accettate. Così dovette copiare i moduli a mano, e ritentò di usarli. Stavolta gli fu detto che nei moduli vi erano delle correzioni e questo non era accettabile, per cui avrebbe dovuto copiare tutto di nuovo.

Il semestre successivo scrisse a mano le due copie dei moduli di esame, ma quando tentò di usarli gli fu detto che da questa sessione in poi non solo servivano tre copie per ogni modulo, e che non si poteva più usare una penna a sfera con inchiostro blu, bensì solo nero…

Il fatto che spesso in Cina la forma contasse più del contenuto, che compilare un modulo era spesso più importante di quello che vi era scritto, gli fu ancora più chiaro nel periodo della SARS, l’epidemia di polmonite del 2002-2003. Tutti gli insegnanti e gli studenti dovevano misurarsi la temperatura, e all’entrata a scuola dovevano mostrare alla guardia posta all’ingresso un modulo in cui era registrata la temperatura della mattina e della sera precedente. Chi viveva in famiglia doveva registrare anche la temperatura di tutti i familiari. In ogni classe poi si doveva compilare un modulo con la lista di tutte le temperature di ogni studente. L’unico punto debole in questo metodo era che nessuno misurava la propria temperatura! Si scrivevano solo numeri a casaccio ogni giorno.

Questi sono tipici esempi della burocrazia come semplice esercizio del potere, in quanto si emanano norme che sono semplicemente non realistiche. Nel caso della SARS, per esempio, il fatto che sembrasse che si fosse fatto tutto il possibile era più importante della reale efficacia del provvedimento.

 

di Vito Marino

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Su cultura e medicina tradizionali cinesi vedi anche:

http://www.associazioneqi.com/#

https://studioadelasia.wordpress.com/

https://taijiquanfamily.wordpress.com/

https://giacomomarinotuina.wordpress.com/

e su Facebook Associazione QIStudioadelasia, Taijiquan Chen Xiaojia Sicilia Giacomo Marino Tuina

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